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complicazioni sentimentali

luoghi comuni, nomi propri, posti immaginifici e musica ad altissimo volume

October 18, 2008

Gli uomini non capiscono le donne

Orazio Scurati non la guardava neanche. Orazio è un uomo timidissimo e socievole il giusto, senza eccessi o facili entusiasmi. Chiara Palissandro invece aveva un trascorso punk, di capelli rossi e spille come orecchini. A vederla adesso Chiara pare giusto un’impiegata di media responsabilità in una società piccola e molto seria ma Orazio non le parla eccetto per il più classico dei saluti, un ciao cordiale e lucido assai. La Palissandro in un certo senso era attratta da Orazio pur essendo intenta all’organizzazione del mega evento aziendale, verso il quale nutriva diverse aspettative di carattere sessuale. Lo trovava curioso non sapendo che intanto Orazio si interessava solo al caffè per darsi un tono. A quel punto una goccia disattenta di caffè fece il resto e si trovarono senza volerlo in crisi sentimentale dopo soli sei mesi di rapporto. Le cause, molteplici: il sesso ovviamente, i colori per le tende, la vacanza in arrivo e quella cazzo di crisi economica che non c’è ma si vede benissimo. I rapporti sessuali non sono mai stati frequentissimi ma sempre assolutamente indimenticabili. Vuoi per la delusione vuoi per il dolore causato dalla cera bollente. Chiara intraprende e Orazio le prende, in estrema sintesi. La soglia del dolore bassa di lui ha reso il tutto molto più difficile e alla fine i sentimenti si sono rivoltati. L’altra sera Chiara in un momento di sconforto ha esagerato e ha soffocato Orazio senza che se ne rendesse conto. Orazio Scurati era un uomo buono, Chiara una donna che andava capita prima.

October 10, 2008

L'invasione aliena

Non una crisi di governo, non una crisi cardiaca e non certo una crisi sentimentale. L’economia scoppia e al telegiornale parlano spesso di “mattinata confusissima perché i mercati sono ancora col fiato sospeso”. Marco Frittella conduce una serissima nota politica al TG1. Fantozzi si è riciclato ai trasporti alari e non si vede in giro sui giornali, neanche Santoro sente più l’esigenza di invitarlo. Andreotti? Sì, lui c’è e tira sempre in libreria. Cominciano ad esternarsi scene di panico evidentissimo, per ora circoscritte a tristi fenomeni di millenarismo folkloristico un po’ troppo in anticipo sui tempi: La Stampa riportava qualche giorno fa le dichiarazioni di un Pastore che si fregava le mani perché la clientela delle chiese di Wall Street aumenta a vista d’occhio. Berlusconi sembra diventato legale. La droga ancora no ed è un vero peccato l’aumento vertiginoso della marijuana, l’ultimo bene rifugio a quanto pare. Quindi stiamo vivendo i momenti della Crisi e Walter Veltroni non è più rassicurante come un tempo. Non dobbiamo negarlo, anche il Partito Democratico non è l’emblema provinciale della crisi. I furbetti stanno trattando la presidenza della commissione vigilanza Rai, ma c’è la Crisi e chi se ne frega a noi importa il crollo delle borse. Seguiamo l’andamento del Dow Jones. Se durante i mondiali di calcio si tende tutti a diventare cìttì (assolutamente con toni tendente allo snob, adesso che c’è crisi sembriamo tutti Giulio Tremonti. L’effetto è ridicolo e non troppo rassicurante. Con toni decisamente pop. Mi butto sul mio bene rifugio di riserva, per lo più vinili dei Beatles, e vediamo come va a finire. Non ho un euro investito in qualcosa che somigli ad un titolo azionario e neanche lontanamente parente di un risparmio, però sono biologicamente figlia della domenica a piedi, di due targhe dispari, dello shock petrolifero e della Lazio scudettata di Giorgio Chinaglia. La Crisi in un certo senso mi appartiene, me l’hanno raccontata. Ma questa è la nostra crisi finalmente. Prendiamo appunti e studiamo soluzioni. Da donna impulsiva butto lì la mia: ci vorrebbe un’invasione aliena.

September 18, 2008

nota a margine

Le complicazioni sentimentali a volte sono peggiori del previsto.
Quindi è meglio smettere di scrivere cazzate e focalizzare. Lo dice anche il mio oroscopo.

July 13, 2008

Episodio ventitrè – La lesbica ninfomane colta

Adelina Sconti Principati è cresciuta in una scuola cattolica molto severa nei confronti della morale e del sesso. Un errore di gioventù l’ha condotta lì, solo per aver fatto parte di un gruppo di preadolescenti che volevano una gravidanza improvvisa contemporaneamente. Furono scoperte quasi subito e la storia avrebbe potuto prendere un’altra piega ma non la prese. Di fatto adesso pulisce cessi in un finto convento benedettino di matrice islamica e i religiosi di ogni religione non sono noti per la loro igene personale ben curata. È una fortuna poter condividere con un altro essere umano certe situazioni di miseria e carestia affettiva. Con la Sconti Principati collabora Olga Gervasoni, una cicciona sporca e malvestita piuttosto intelligente e colta. Olga si sente una tigre del materasso. È lesbica e talvolta ninfomane, ha un passato di coca alle spalle. Le suore maltesi non le degnano delle benché minima attenzione e i bonzi svedesi avevano altro per la testa. La cameriera di sala e quasi cieca racconta con dovizia di invenzioni che proprio in quelle cucine qualche anno prima venne progettato il rapimento di un influente politico fervente di Dio e degli uomini di buona volontà. Olga e Adelina non si interessano di politica e si masturbano spesso da sole. Non danno l’idea di coppia felice ma lo stanno per diventare.

July 12, 2008

Episodio ventidue – Stan Tuccy

Stan Tuccy è un negro omosessuale che picchia saltuariamente le donne e vive nella stanza accanto a quella dove Izzy Mantovani e Paola Sciarelli ieri pomeriggio hanno goduto insieme anche se non proprio sincronizzati. Il negro omosessuale che picchia saltuariamente le donne è attratto bestialmente da Paola, bionda e a guardarla bene anche un po’ smunta. Gli ricorda un vecchio amplesso con un italiano macilento molti anni fa. Stan si sa trattenere solo fino ad un certo punto, quando lei fa sesso con qualunque uomo. Ieri pomeriggio ha sentito tutto, la musica l’odore di droghe e un orgasmo abbastanza realistico. Oggi pomeriggio invece è tornato ragionevole davanti alla televisione. Sente i due amanti rientrare facendo rumore e gridando forte nomi comuni di cose a caso. Il negro esce sul pianerottolo e saluta Paola che lo apostrofa con fare irriverente e sardonico. Qui scatta la violenza che neanche Izzy riesce a sedare. Perché viene steso a terra con un calcio al petto e Paola spaventata resta immobile. Stan Tuccy si volta verso di lei brandendo un accendisigari portatile. La bionda tenta la fuga ma sbatte subito la testa contro un altare votivo sporgente un po’ troppo dal muro del pianerottolo. Non si può dire con certezza chi dei due muoia per primo ma di sicuro sono morti brutalmente. Quando è quasi sera, Tuccy esce di casa trascinando due sacchi neri e parte improvvisamente per il mare.

July 6, 2008

Episodio venti/ventuno – Nuda/Rasata

Izzy non ama la completezza delle informazioni, quando parla in terza persona finge sempre. Forse per gli psicofarmaci che sembra limitino certi lati del carattere, così ha letto ieri sul settimanale gratuiti dei supermercati Coop, forse per scarsa considerazione di sé o semplicemente per pigrizia non ha controllato il telefono. Vuole sapere però i motivi di quella protervia femminile piuttosto sensuale. La Sciarelli approfondirà nel fine settimana un corso moda e comunicazioni a Rozzano. In questo preciso istante sull’emisfero nord quella donna riflette se concedersi non potendo ancora dire di conoscerlo quell’uomo. Tanto vale sentire come sta: Ciao Tristezza oggi è una giornata veramente brutta e cattiva, non necessariamente in questo rigoroso ordine. Senti, a casa ho un bel film con Mel Gibson e parecchia roba. Dovresti venire qui adesso senza che io ti dica dove abito, non riesco a spiegarmi molto bene.
Paola Sciarelli ha passato tutta la sera in un bar di legno in centro con un conoscente appena piantato dalla fidanzata bisessuale in favore di una ricchissima cantante pop. Izzy Mantovani dopo due ore risponde più o meno così: Stai cercando di dirmi qualcosa, sento fortissimo essere il momento giusto.
Si accoppiano di sotto, furtivamente, nonostante nessuno metta loro pressione ansia o turbamento. Quattro ore più tardi. Rigorosamente fatti. Lui con indosso una maglietta verde militare con su scritto qualcosa e le mutande dello stesso colore e lei sotto completamente nuda e perfettamente rasata. Nello stesso istante pensano a Stan Tuccy, il negro omosessuale che picchia le donne e vive nella stanza accanto a quella dove si consuma il sesso e provano un senso di raccapriccio appena accennato.

July 5, 2008

Episodio diciannove – Finto tonto

La depressione è un pessimo esempio per le giovani generazioni e Izzy Mantovani non è quel che si dice un buon esempio. L’idea di fare sesso in presenza di arti slogati, seppur solo la spalla in questo specifico caso, lo spiazza sempre. Manda un sms inutile alla sofferente mentale di un’azienda del palazzo di fronte, della quale si è appuntato il numero di telefono preso da una mail carica di fraintendimenti: Ci crederai se ti dico che ho slogato la spalla ad una emo messicana. Ma non mi sono innamorato fino in fondo. Sei sempre infastidita dal mio atteggiamento finto tonto?
Izzy esce dal Pronto Soccorso con un ghigno sul labbro destro che non suggerisce niente di nuovo. Dimentica la suoneria del cellulare sulla modalità Silenzioso/No vibro e per circa un’ora non si accorge della risposta di Paola Sciarelli, dipendente amministrativa di una catena di lavanderie a gettone sotto psicofarmaci con poche tette ma abbastanza attraente: Senti noioso, è da due mesi che ti mando un messaggio inequivocabile. Scopiamo. Tu o sei veramente stupido e inutilmente belloccio oppure devo ricominciare con le pillole e questa non è una buona notizia. Vedi di fotterti tristezza infinita.
Paola si sente un po’ raggirata da questo sistema di fare e opta per un patetico commercialista amico fraterno di robusta costituzione. Mantovani regredisce e torna agli spinelli, sentono che qualcosa di forte li unisce ma non se ne curano per adesso.

July 3, 2008

Episodio diciotto – Tutti contro gli emo

Magda Gomez è triste per motivi particolari ed è molto triste. Quando conosce persone nuove il suo pensiero ritorna al passato, di quando è fuggita dal Messico. Come adesso dopo che uno strano tizio l’ha baciata senza dire nessuna parola. Izzy Mantovani si fa prendere la mano e accompagnare nel retro del box scommesse aperto. Si fa inoltre leggere un articolo di Gatopardo – Mensile pubblicato in Colombia – un articolo abbastanza allarmante: Andrei Aguilar è morto rapato a zero, ma non per sua scelta. Sabato tornava a casa ad assistere la nonna malata terminale dopo aver attivamente partecipato ad uno scontro tra bande. Se si escludono diversi spari in aria, nulla di tutto quello che può succedere a Città del Messico poteva far accadere il peggio. “C’è un emo da solo!”. Prima che il poliziotto di quartiere capisse lo scorrere degli eventi, alcuni malintenzionati colpirono a spinte il giovane Aguilar facendolo cadere indietro sul marciapiede. A quel punto tornata la calma, il giovane si rialza nemmeno troppo frastornato. “Mi hanno tagliato la frangia!”. Tempo quattro secondi e Andrei Aguilar si spara in bocca improvvisamente davanti agli occhi di sua sorellastra Magda.
Non ha la minima idea di cosa intendesse dire il redattore con la parola Emo ma con l’immagine del morto ancora davanti agli occhi Mantovani stringe Magda in un abbraccio vigoroso tanto da farle slogare una spalla. Vogliono fare del sesso tranquillo subito dopo essere usciti dal pronto soccorso. Più lei che lui.

July 2, 2008

Nota di credito

[Per dire che dal numero uno in avanti, gli episodi che scrivo sono autoconclusivi e fanno parte di un romanzo ad episodi autoconclusivi. Non è una storia e non è bella. Nessuno dei nomi propri di persona che ci sono fa riferimento a fatti o cose realmente accadute. Sono solo uomini posti o donne che conosco, gli eventi sono fantastici e non sempre narrati in tempo reale. La tecnica è piuttosto rozza e impulsiva. Alcuni episodi fanno schifo anche a me come donna. Per dire che mi ha contattata via mail un tizio che vantava credenziali da editore, mi ha fatto una proposta e ho detto di no. Adesso sto bene anche così anche se non andrò in villeggiatura. v.]

Episodio diciassette – Alcune persone sfortunate

Izzy interrompe subito la corrispondenza con la nana molto bella per dedicarsi alla sua seconda attività dell’anno termico con la dovuta passione amatoriale. Inventa al venerdì plausibili mete di relax e domenica sera drammi da rientro appena sfiorati. Non si muove per tutto il fine settimana e non esce mai di casa. Ha una scorta abbastanza vasta di lenzuola federe e cuscini di ricambio ma tutto questo Ilona non lo sa. Ancora adesso è sicura di aver fatto colpo e si sente davvero stupita di non aver dato a Izzy il numero di telefono. Non immaginavano neanche da lontano di piacersi e non si piacevano per niente senza peraltro farne un dramma. Le situazioni in generale svoltano di senso quasi sempre grazie a dei particolari insignificanti dimenticati presto. Izzy di pomeriggio dopo il lavoro entra in un negozio di scommesse. Non conosce i termini tecnici di quell’oscuro mondo denominato delle corse dei cavalli. Non ha mai prestato attenzione al richiamo della fortuna e decide di tentarla. Sa quel che sa sulle corse e gli scommettitori grazie alla cinematografia di genere. È sempre stato affascinato dalla figura criptica dell’allibratore, possibilmente americano e tossicodipendente. L’azzardo non è il suo forte e perde tutto ma conosce una messicana molto triste per via del ciclo  e per altri fatti suoi. Izzy non la guarda molto bene e però decide di baciarla abbandonando ogni timidezza dettata dalla depressione. La nana Ilona scompare all’istante verso l’orizzonte e in questo momento Izzy Mantovani non può sapere che triste destino è scritto per Ilona Stradivari, non può nemmeno immaginare che si maciullerà contro un palo di ferro a sostegno di un’attrazione meccanica per adulti di un parco divertimenti veneto. Quella messicana ha delle tette troppo marginali per non destare l’interesse di un uomo depresso e piuttosto sicuro di sé, il futuro può fare quel che vuole  quel che può a Izzy Mantovani tanto sarebbe andata male comunque.

June 30, 2008

Episodio sedici – Il vittimismo immaginario

Ilona Stradivari recita un parte incosciente in senso totale:
Ciao Isidoro, ho capito benissimo dove vuoi arrivare e la chiarezza che mi rimbalzi mi lascia esterrefatta. Hai un biglietto in più? La tua donna all’epoca dell’acquisto ti ha mollato direi. Cerchi di tappare questo vuoto cosmico con una figura di diversa costituzione  non mi presto a questi giochetti. Non fai neanche un attimo di sforzo per conoscere la donna che sono diventata dopo periodi di degenza lunghissimi. Mi feriscono le tue parole, più nel ruolo di paziente in riabilitazione che nella parte di donna di bassa statura. Lo sai che non posso salire gradini specialmente quelli di pietra. Smettila di fare la vittima, con me non attacca.
Izzy Mantovani fatica appena leggendo il suo nome di battesimo e prosegue la lettura del quadruplo sms con velocità apprezzabile davvero. Si fa una doccia e una volta in mutande asciutto rilegge tutto dalla seconda riga in giù. A metà di mezzo spinello alquanto leggero capisce di avere future possibilità alcune delle quali da sprecare subito. Decide in quel momento che domani sarà un giorno perfetto per chiederle il numero privato.

June 29, 2008

Episodio quindici – Una bozza di approccio

Il padre di Izzy ha fatto in giovane età il corista di Adriano Celentano in una puntata scandalosa di Fantastico e da lì non si è più ripreso. Pensava di essere davvero arrivato, di far parte marginale del mondo dello spettacolo. Una breve gavetta e poi l’approfondimento notturno sul terzo canale, lui pensava in quei momenti. Izzy ne paga le conseguenza ancora oggi e ha sviluppato un intenso attaccamento al televisore, al fumo e allo sporco in casa. Si rende conto martedì che così non funziona niente, prende carta e penna e scrive:
Ilona, so di non rappresentare l’ideale uomo attraente di inizio secolo e nonostante questo soffro moltissimo. Devo dire subito che ti ammiro e ti rispetto per quello che sei. Una donna di ferro tagliato basso. Anche se pattini a rotelle sai benissimo fermarti con i piedi per terra. Sai già che considero Adriano Celentano un padre rivoluzionario che colleziono vinili in maniera casuale e che ho sofferto per amore in passato. Nonostante quanto sopra riportato mi attrai decisamente e mi sforzo di non darlo a vedere. Spero di essere stato chiaro perché è il meglio che posso dirti. Ho un biglietto per andare in un posto romantico ad ascoltare i un gruppo di vecchi rocker nordamericani, potresti accompagnarmi.
Ilona due ore dopo aver letto la versione definitiva via mail non capisce alcuni passaggi del testo. Ha colto unicamente l’invito finale piuttosto chiaro e pensa di dire di no. Tornata dalla bici di un’ora fatica parecchio ad inventarsi una storia credibile per non passare inosservata e stronza. In aggiunta a tutto questo, lei pensa di farsi riccia o le treccine per dare un forte segno di cambiamento alla sua vita.

June 28, 2008

Episodio quattordici – Il frangente minimalista

Izzy odia l’estate tutto l’anno e in questo frangente si trova di frequente affacciato alla finestra del suo monolocale piuttosto spoglio e finto minimalista. Torna a casa alle diciassette si cambia veloce e corre per circa mezz’ora per poi non mangiare e affacciarsi alla finestra di quel posto tristissimo. È da lì che Mantovani prende le sfumature del suo umore di tanto in tanto. A quel punto consuma uno spinello bello carico e si scopre a pensare Ilona, alle sue gambe emaciate e cortissime. Ilona Stradivari non ha proprio bisogno di lavorare in senso stretto, l’azienda di fabbricazione plettri professionali del padre le garantisce agio economico notevole. Si diletta saltuariamente gareggiando a livello amatoriale su pattini a rotelle, procurandosi fratture scomposte in ogni parte del corpo. Questa attività la sta uccidendo fin troppo presto senza che lei se ne accorga ma non lascia insensibile Izzy Mantovani. Che da qualche tempo passa a trovarla in ospedale quando è sabato mattina. Le porta dei fiori e compilation di gusto raffinato che lei finge di apprezzare nonostante la statura e la totale incompetenza nel ramo vinili. Stanno cominciando a conoscersi per sottrazione e non promettono niente di buono perché lui fa il sostenuto mentre la Stradivari è del tutto indifferente e si finge scocciata. Izzy vive questa relazione Aristotelica con un misto di rabbia ed erezioni spontanee. Non pensano di baciarsi, non temono di piacersi e non si prendono tutto sommato troppo in considerazione. L’Italia è stata eliminata dal Campionato Europeo Austro-Ungarico perciò l’atmosfera che si respira nel Paese è di grandi pretese e moltissime esigenze. L’iPone sta per diventare l’oggetto dell’estate e Izzy vuole un posto in prima fila per pagarne uno e farlo vedere a Ilona, sperando che la spiazzi almeno un po’.

Episodio tredici – La Francia e Ilona

Izzy Mantovani è impiegato per una compagnia telefonica colombiana. È occupato nel call center di Brescia e uno stato depressivo fortissimo lo pervade. Interamente. Ha vissuto una storia d’amore difficoltoso ed è stato piantato da una non più giovane mediocre piccolo borghese ma bellissima. È stato mollato a Linate nello stesso momento in cui realizzò di aver smarrito il bagaglio in Uganda e di aver scritto sull’etichetta identificativa della valigia il suo nome di battesimo, Ignazio. Lui la prese malissimo e a male parole, Michela Mazzini si sente in colpa anche oggi che frequenta feste giovani di musica giovane e giovani sportivi dilettanti. Izzy tenta di tirarsi fuori da questa spiacevole situazione con l’aiuto del buon senso, della droga e della macchinetta del caffè nell’area pubblica del primo piano nel palazzo della sua azienda. Aiuta a socializzare persone abbastanza passabili, risponde a mail deliranti inviate da una sofferente mentale di un’azienda del palazzo di fronte e inventa storie tristissime. Tiene banco con discorsi colti o finto tali, citando Battiato a memoria e fingendo competenze musicali di tutto riguardo. Finge interessi davvero improbabili. Per questo risulta antipatico a tutti ma non ad una donna di bassissima statura totalmente privata fin dalla nascita di senso dell’umorismo e coscienza dei propri limiti fisici e mentali. Questo ibrido improbabile se non sei in confidenza si fa chiamare Illy, diminutivo di Ilona. Deve il nome alla sconfinata cultura del padre sulla pornografia italiana vintage, il nome fu però messo in ballottaggio con Moana ma non se ne fece niente perché Ilona andava bene. Izzy Mantovani prova dell’attrazione fisica per quella nana molto bella. Ma si ferma sempre di fronte alla sua timbrica vocale piuttosto baritonale. Questo scherzo della natura dà a Mantovani la ragione di vita quotidiana da ameno un mese. Ilona Stradivari vive in un mondo tutto suo ed è imparentata con un esponente di spicco della mafia dei suonatori di strumenti a plettro locale. Izzy a questo punto si innamora di lei ma non sa come dirlo per farglielo capire bene.

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