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Caro Carlo, sono una donna di belle speranze con un grosso grosso problema: il mio coinquilino comincia ad essermi simpatico. Questo mi ha cambiato la vita, non faccio più colazione da sola al bar leggendo la Gazzetta per finta. Sono single da pochissimi minuti e come lei capirà non è il modo migliore per cominciare a farci l’abitudine. Inoltre sono sempre convinta della sua pericolosità sociale, perlomeno dal punto di vista morale. Per non dire di quando si esercita in discutibili premure. Argomenti per sbatterlo fuori di casa ce ne sarebbero a milioni di milioni. Non fosse che la casa è di sua proprietà privata. Sento il bisogno di confidarmi con lei che capisce di fasi complicate, anche a livello internazionale. Controllo la posta solo di martedì.
Sua affezionatissima Valeria
Lettera a Carlo Rossella, Ufficio Stampa Medusa